Apice

Un intenso e nostalgico racconto fotografico ricostruito attraverso sguardi, paesaggi, luoghi e figure sbiadite dal tempo e che ripercorre la straordinaria storia di Apice, l’antico borgo beneventano parzialmente evacuato a causa del terremoto in Irpinia del 1962 e poi completamente distrutto e abbandonato a seguito di quello del 1980.
Oggi quel che resta di Apice vecchia è il magnifico viaggio in immagini che l’artista propone, dando nuovamente vita a spazi occupati un tempo da gesti quotidiani, oggi dal ricordo delle anime che non li hanno mai lasciati.
Il lavoro è stato elaborato partendo da quanto trovato in loco: lastre di vetro, negativi medio formato, negativi 35mm rinvenuti sul retro di un negozio di bare, sepolte dal terreno umido.
Affianco a questi primi reperti la fotografa ha prodotto negativi dei luoghi e dei paesaggi di Apice vecchia, che sotterra per restituire alle immagini di oggi quel velo di distruzione e nostalgia che abita il paese.
I protagonisti di Apice e le loro storie sono raccolti in un editing dalla plurima leggibilità che può essere interpretato in un quadro globale, attraverso una lettura d’insieme; individuale, seguendo una lettura orizzontale che ricostruisce le storie immaginate di ogni singolo soggetto; per concetto, attraverso una lettura verticale che permette al fruitore di schedare e dividere per categorie le fotografie raccolte in quel determinato insieme.
Quest’ultimo, essendo prettamente soggettivo, lascia libero il fruitore di captare secondo le proprie esperienze personali quali possano essere le connessioni concettuali al suo interno.
Una contraddizione in immagini in cui il tempo non è più sinonimo di distruzione e abbandono ma di creazione e rinascita.